SCIA Commerciale ESERCIZIO DI VICINATO

Negozio | Vendita al dettaglio

da 249 €

IVA INCLUSA

+ diritti d'istruttoria

SCIA | COMMERCIO IN SEDE FISSA | SUAP | ROMA

      Per commercio al dettaglio si intende “l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale”. L’apertura, il subingresso, il trasferimento di sede, la variazione di superficie di vendita , e la variazione di settore merceologico, sono soggette ad una preventiva Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) Le attività commerciali al dettaglio in sede fissa, sono differenziabili in :

ESERCIZIO DI VICINATO | NEGOZI

superficie di vendita fino a 250 mq

  • Alimentari

  • Non alimentari

  • Misti


MEDIE STRUTTURE DI VENDITA

superficie di vendita maggiore di 250 mq e minore o uguale a 2500 mq

le medie strutture sono soggette ad autorizzazione amministrativa rilasciata dal comune in coerenza con una preventiva attività di pianificazione, effettuata sulla base dei criteri di programmazione urbanistica, riferiti al settore commerciale, fissati dalla regione competente per territorio.


GRANDI STRUTTURE DI VENDITA | CENTRI COMMERCIALI

superficie di vendita maggiore di 2500 mq
una media o grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in struttura e usufruiscono di spazi comuni di servizio gestiti autonomamente

 
FORME SPECIALI DI VENDITA

Le forme speciali di vendita sono quelle forme che per peculiarità della modalità di vendita non rientrano negli esercizi di vicinato in sede fissa.

  • Apparecchi automatici / macchinette

  • Vendita per corrispondenza

  • Spacci e vendite interne ad associazioni

  • Vendita presso il domicilio del consumatore

  • Negozio elettronico / sito internet

Requisiti morali | inizio attività ALIMENTARI | SCIA | ASL

1)  Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione:

  • a)  coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;

  • b)  coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;

  • c)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;

  • d)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;

  • e)  coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;

  • f)  coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza.

2)  Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande

  • coloro che  hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, nonché per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi. 


3)  Il divieto di esercizio dell'attività, punto 1 lettere b), c), d), e) ed f)

  • permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata o estinta.


4)   Il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora,

con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.


5)  In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti morali

devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati. In caso di impresa individuale i requisiti devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale.

Requisiti professionali | Inizio attività alimentare | Ex REC

      L'esercizio, in qualsiasi forma e limitatamente all'alimentazione umana, di un'attività di commercio al dettaglio relativa al settore merceologico alimentare o di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:

  • a)  avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano;

  • b)  avere, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attività d'impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all'amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'Istituto nazionale per la previdenza sociale; 

  • c)  essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

     Sia per le imprese individuali che in caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti professionali  devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale, ovvero, in alternativa, dall'eventuale persona preposta all'attività commerciale.​

Apertura, Subingresso, Variazione | SCIA

      Le ragioni legate ad una variazione dell'attività o dei dati ad essa legati sono innumerevoli, generalmente le variazioni riguardano:

SCIA APERTURA ATTIVITÀ

1) SCIA TELEMATICA - Esercizi di vicinato (fino a 250mq) 

Segnalazione certificata di inizio attività per l’apertura di un nuovo esercizio di vendita

2) MODELLO MINISTERIALE - Medie strutture di vendita

Domanda redatta su Modello ministeriale COM 2, per locali con superficie di vendita maggiore di 250mq. 

SCIA VARIAZIONE ATTIVITÀ

1) SCIA TELEMATICA - Esercizi di vicinato (fino a 250mq) 

Segnalazione certificata di inizio attività per trasferimento di sede; variazioni di superficie di
vendita – ampliamento/riduzione; variazione settore merceologico.

2) MODELLO MINISTERIALE - Medie strutture di vendita

Domanda redatta su Modello ministeriale COM 2, per locali con superficie di vendita maggiore di 250mq. 

SCIA SUBINGRESSO ATTIVITÀ

1) SCIA TELEMATICA - Esercizi commerciali in sede fissa 

Segnalazione certificata a seguito della variazione nella titolarità di un'attività (affitto, cessione, re intestazione)

 

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